“A chi importa imparare l’inglese?”

Viviamo in un mondo sempre più multiculturale, dove viaggiare è ormai semplice ed economico, i flussi migratori cambiano continuamente il profilo delle popolazioni, dove anche rimanere nel nostro Bel Paese ci mette continuamente a contatto per lavoro, studio, interessi con persone di altre nazioni, culture, lingue.

La comunicazione deve essere altrettanto semplice, immediata, diretta.

Ma a che serve oggi imparare una nuova lingua? Anni di studio, di regole grammaticali, di pronunce impossibili… quando basta uno smartphone (chi non ne ha uno) e scaricare le giuste app per poter comunicare in maniera diretta. Google Translator, Word Lens, Jibbigo, Pixter Scanner, Talk Translate… la scelta è ampia e le possibilità di successo infinite. Basta digitare una frase e immediatamente viene tradotta e pronunciata nella lingua desiderata o puntare la videocamera su un testo, un cartello per tradurlo istantaneamente.

A chi importa che le frasi siano formulate in maniera corretta? L’importante è capirsi… con gesti, parole­-chiave, yes/no/ok, verbi all’infinito, frasi scarne ma in fin dei conti efficaci. Dall’inglese all’esperanto, dal tedesco al giapponese ‘nothing is impossible’.

La tecnologia moderna abbatte muri, spalanca porte, ci rende in grado di gestire qualunque comunicazione e più sicuri nel conoscere nuove persone o affrontare viaggi agli estremi del mondo.

Eppure ci rende mediocri. Non siamo stimolati ad ampliare le nostre conoscenze, ad essere autonomi o ad esprimere concetti complessi, a creare un dialogo fluido che è alla base dei rapporti reali fatti di espressioni idiomatiche, parole legate allo slang, inflessioni, emozioni…ci si accontenta di un linguaggio standard e facile ad errori o fraintendimenti venendo quindi a mancare il controllo personale della comunicazione. Ci esclude in partenza da colloqui di lavoro, dove oggi a qualunque livello è richiesta la conoscenza di almeno una lingua con annessa certificazione.

Un approccio quindi positivo allo studio di una qualsiasi lingua aiutati da una metodologia intuitiva, empatica e flessibile rappresenta ancora oggi un ottimo allenamento mentale, non solo in età di apprendimento ma anche da adulti per tener viva la mente e arricchirsi continuamente.

Claudia Bombace